"In stridente contrasto con la stupidità autentica sta quella pretenziosa. Non è tanto
mancanza di intelligenza, quanto il suo venir meno, quando si impegna in prestazioni
che non sono alla sua portata. Può avere tutte le peggiori qualità dell’intelletto debole,
con in più quelle derivanti da un’indole non equilibrata, immatura e incostante, in breve
malsana. Poiché non esiste l’indole “normale”, nella deviazione dalla sanità si esprime,
a dire il vero, l’insufficiente cooperazione tra unilateralità del sentimento, da una parte,
e incapacità dell’intelletto a dominarla, dall’altra. Questa superiore stupidità è la vera
malattia della formazione culturale (Bildung). Descriverla è quasi un compito
infinito.Tocca i vertici dello spirito. La stupidità autentica è un’artista silenziosa,
mentre quella intelligente mobilita la vita dello spirito, ma producendo soprattutto
instabilità e sterilità. Anni addietro ne scrissi in questi termini: “Non c’è un solo pensiero importante che la stupidità non sprechi applicandolo. La stupidità si muove
dappertutto e può vestire tutti i vestiti della verità. Per contro, la verità ha una sola veste
e una sola via ed è sempre in svantaggio”. La stupidità di cui sto parlando non è una
malattia mentale ma una malattia dello spirito, la più pericolosa per la stessa vita.
Ciascuno di noi dovrebbe certamente stanarla in se stesso, senza aspettare di
riconoscerla dalle grandi esplosioni storiche. Ma come riconoscerla? Quale marchio a
fuoco imprimerle che renda impossibile non riconoscerla? Per i casi che la concernono
la psichiatria oggi si avvale come principali contrassegni dell’incapacità a orientarsi
nella vita, del fallimento in tutti i compiti vitali o del fallimento improvviso là dove
nessuno se lo aspettava. La psicologia sperimentale, che ha a che fare prevalentemente
con sani, dà una definizione analoga. “Chiamiamo stupido il comportamento che non
riesce a portare a termine una prestazione, per cui esistono tutte le condizioni, tranne
quelle personali” – scrive un noto esponente di una delle più recenti scuole di questa
disciplina. Di solito chi adotta un
comportamento giudica stupido chi adotta l’altro. [...] Occasionalmente siamo tutti stupidi. Occasionalmente dobbiamo tutti agire alla
cieca, almeno in parte, altrimenti il mondo si fermerebbe. Se, dati i pericoli della
stupidità, qualcuno volesse dedurre la regola: “Astieniti dal giudicare e dal decidere su
ciò che non comprendi abbastanza”, ci bloccheremmo. Ma questa situazione, che oggi
suscita tanto scalpore, è simile a quella cui siamo da tempo avvezzi nella sfera
intellettuale. Infatti, il nostro sapere e il nostro potere sono incompleti. In ogni scienza
siamo costretti a formulare giudizi fondamentalmente avventati e precipitosi. Ma con
sforzo abbiamo imparato a mantenere gli errori entro limiti noti e occasionalmente a
migliorare le stime, sino al punto da correggere le nostre azioni. Nulla vieta di trasferire
questo modo esatto e orgogliosamente umile di giudicare e di fare ad altri campi. Credo
nel principio: “Fai bene quanto puoi e male quanto devi”, sempre consapevole del
margine d’errore del tuo fare. Saremmo già a metà strada verso una forma di vita piena
di speranze."
Visualizzazione post con etichetta manie di persecuzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manie di persecuzione. Mostra tutti i post
domenica 14 giugno 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)
